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CHIAGNI E FOTTI

PARMACOTTI 9/7/2008

Post in riferimento al seguente commento 
http://www.luigiboschi.it/?q=node/11680#comments

Innanzitutto tengo a precisare che il titolo, ancorche’ volgare, e’ un detto popolare napoletano che in sostanza definisce chi, contemporaneamente, si lamenta a parole di una situazione di cui si pasce di fatto. 
Signor Lubiani, sorvolo sul fatto che quello che guadagna il Sig. Meli la riguarda eccome, essendo lei , come me, un contribuente(almeno fino a prova contraria). 
Vorrei invece concentrarmi sull’aspetto della precarieta’, da lei così sentito: “Qui (nell’orchestra co.co.pro. del Regio di Parma n.d.r.) chi e’ bravo va avanti. Non come nelle orchestre stabili, dove il merito conta poco e prevale l’anzianita’.” 
Sono parole del suo collega Michelangelo Mazza, riportate da Repubblica nell’ormai famoso articolo di Jenner “No answer” Meletti (*). Stando allo stesso articolo altri due suoi colleghi (che non citero’ per non ricevere altre bizzarre telefonate) dicono: “ In un’orchestra stabile pensi solo a te stesso. Se il tuo vicino di leggio sbaglia una nota, sono fatti suoi.” “A volte andiamo a suonare dove ci sono i garantiti (saremmo noi delle orchestre stabili n.d.r.) e la differenza si vede.” Ecco, caro Lubiani, non vorrei mai, per il bene della Musica, che “allineandovi”, come dice lei, alle realta’ stabili, la vostra Splendida Orchestra diventasse un coacervo di neghittosi, nullafacenti, riottosi “garantiti”, per di piu’ ricoperti d’oro dalle casse dello Stato. 
Cosa ne sarebbe della pura dedizione, della Grande Tradizione Parmigiana e delle “brillanti performances”? Mi vuole far piangere Maghenzani e Pellegrini che, forse, non hanno una gran voglia della trasparenza gestionale che un’Orchestra stabile comunque presupporrebbe? 
Continui pure, se le piace, a non chiedersi come e perche’ lei e i suoi colleghi guadagnino 85 euro al giorno (ma siete sicuri di guadagnare TUTTI cosi’?), mentre il Maestro Meli 30.000 al mese. A proposito le faccio notare che e’ proprio l’ANELS o ANFOLS o come diavolo si chiama, di cui Meli, insieme agli altri sovrintendenti fa parte, ad avere l’ormai annoso progetto di togliere la stabilita’ alle compagini orchestrali. 
La prego Lubiani, non faccia come un altro suo collega, tempo fa: prima di rispondermi o telefonarmi, si legga l’articolo a cui faccio riferimento e magari quello che ho scritto in proposito sul blog violistipercaso.splinder.com, risparmieremo tempo entrambi. 
Come ho detto piu’ volte, sarei felice di confrontarmi su questi temi ma finora, a parte il suo disinformato collega, ho ricevuto solo messaggi anonimi, per giunta di incerta sintassi (per caso avete degli stranieri in orchestra?).                                Distinti saluti, Prof. Enrico Celestino.
  
(*) Ho provato varie volte a contattare il Meletti per avere chiarimenti sul suo articolo, non tanto per i virgolettati (che potrebbero essere da querela ma sono da attribuire ai co.co.pro.) quanto sulle sue considerazioni non verificate, il che non e’ proprio deontologicamente corretto, ma, ovviamente, non ho mai avuto risposta.




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ALTRI TEMPI, SIGNORA MIA...

PARMACOTTI 9/7/2008

Successe anni fa che un dirigente RAI telefonasse a Enrico Berlinguer comunicandogli la volonta’ di assumere Bianca Berlinguer nell’azienda. 
La risposta dello statista, che esprimeva perplessita’ fu:” Non sarebbe elegante...”. ( Episodio raccontato da Marco Travaglio) 
Erano altri tempi. 
Ora, nell’Italia di Berlusconi, nessuno si scandalizza se un Consigliere Provinciale ( detto senza offesa ), poniamo, della Provincia di Parma, domanda ( raccomanda ) maggiori finanziamenti per il Teatro Regio di Parma che appalta la stagione lirica all’Orchestra di cui e’ amministratore lo stesso Consigliere. 
Semplifico ad usum Calderoli : Enrico Maghenzani, amministratore della S.r.l. che riceve l’appalto della stagione lirica del Regio di Parma ( come risulta da D di Repubblica ) e’ lo stesso Enrico Maghenzani Consigliere della Provincia di Parma, o e’ un omonimo? 
Poi, umilmente, pacatamente, sempre per non disturbare il dialogo, farei un’altra semplice osservazione: fra tante considerazioni e tabelle, Maghenzani dimentica di comparare il numero di dipendenti di ogni Fondazione. 
Ad esempio Bologna ha circa 300 dipendenti. 
Quanti ne ha il Teatro Regio? Forse una piccola differenza e’ giustificata, vero Maghenzani? 
Insomma, c’e’ Enrico (Berlinguer) e Enrico (Maghenzani). 
Sempre vostro, Enrico Celestino




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TROPPO COMODO, CARI MIEI!!!

PARMACOTTI 9/7/2008

Per un verso sono molto contento di aver rotto le uova nel paniere a certi figuri che, non contenti di sfruttare ragazzi inoccupati, pretendono di spandere fango su un'intera categoria di lavoratori perche’ se qualcuno si prende la briga di commentare le mie parole vuol dire che qualcosa e’ arrivato,e proprio agli interessati. 
Dall'altro, pero', non sono piu' disposto a ricevere, su questo blog che e' nato per confrontarsi e discutere tra persone civili, messaggi anonimi e, per di piu’ di utenti non registrati.
Pertanto questo genere di messaggi verra’ prontamente cancellato. Preferisco questa specie di snobismo ai problemi di punteggiatura e alla sintassi incerta di qualche latente fascistello parmigiano che si trincera dietro l’anonimato. 
Sappiano Lor Signori che qualsiasi occasione abbia di diffondere notizie del loro “operato”, soprattutto nell’ambiente musicale, il sottoscritto la cogliera’.
Con immutata stima, Prof. Enrico Celestino



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STABILI DI PREGIO AFFITTASI

PARMACOTTI 9/7/2008

Qualche settimana fa un collega, avendo letto il mio pezzo sull'orchestra co.co.pro. del Regio di Parma, mi diceva:" Sbagliamo noi, prime parti di varie orchestre stabili, ad accettare le chiamate di Pellegrini & co. (come di altre realta') anche sottopagati(tanto e' piu' o meno un dopolavoro) garantendogli oltretutto quel livello sbandierato come prodotto della pseudo-cooperativa." 
Eh si, perche' una delle cose che i Pellegrini Boys omettono di dire a Meletti nell'articolo e' che l'"orchestra co.co.pro" si avvale eccome di elementi, spesso Prime Parti, delle "famigerate" Orchestre Stabili. (Primi Oboi, Primi Corni, Primi dei Secondi, Concertini dei Primi Violini, così, tanto per gradire).E questi, solo dal Comunale di Bologna. 
Quindi delle due una: o l'orchestra co.co.pro. per funzionare ha bisogno di gente capace, esperta, che magari ha vinto concorsi internazionali ( e quindi le dichiarazioni degli "amici" parmigiani sugli "stabili privilegiati" si configurano come minchiate, per giunta in malafede), oppure i Fab Four, Mazza, Pellegrini, Scalvini e Maghenzani chiamano a suonare dei fannulloni, indolenti, incapaci, e oltretutto anche anzianotti, dimostrando autolesionismo e incompetenza. Chissa' come si sono lamentati Muti, e Chung! Ooops, dimenticavo che entrambi hanno diretto anche il Comunale di Bologna! E senza lamentarsi!
 Continuando a spulciare nell’articolo, Enrico Maghenzani dice, fra le altre cose:”Se un orchestrale(stabile n.d.r.) sente uno spiffero, alza la mano, protesta e la prova finisce lì. Poi te li trovi nei concerti nelle chiese, sotto Natale, e con sette gradi non hanno nulla da dire, perche’ oltre allo stipendio portano a casa altro denaro.” 
Ecco, a parte la proditoria asserzione tutta da dimostrare( che so, faccia nomi, situazioni, se no taccia,per favore) e l’eloquio da Padrone delle Ferriere(l’idea che esista la legge 626 non lo sfiora nemmeno), il Maghenzani, forse distratto da altre attivita’ ( che sia un suo omonimo il Consigliere Provinciale?) non si accorge di avere, nella sua orchestra, dei “pericolosi doppiolavoristi” come il Prof. Scalvini ( docente presso l’Istituto Musicale “O. Vecchi” di Modena), il Prof. Grassi ( docente presso il Conservatorio di Parma) e il Prof. Mazza ( docente presso l’Accademia Musicale Pescarese). 
Insomma, ancora una volta, dalle voci dei C.C.C.P. ( Coro Co.Co.Pro), riceviamo una spiacevole sensazione: quella dell’ennesimo piccolo nucleo di libere volpi nel libero pollaio del mercato del lavoro musicale italiano( dove le orchestre (vere) invece di crescere vengono tenute in ambasce), che prospera utilizzando a basso costo tanti giovani musicisti resi precari anche da questo neo-impresariato stile ‘800.
 Mi piacerebbe confrontarmi con gli amici co.co.pro su questi temi, quindi li invito nuovamente a contattarmi( firmandosi, ovviamente). Forse le e-mail precedenti attraverso il Teatro Regio non sono pervenute ma non sapevo come contattarli altrimenti. Credo peraltro che con 1,5 mln di euro, una mail ci viene fuori, no? 
Con stima e simpatia, Prof. Enrico Celestino, Prima Viola Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.




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AHH,QUANTI PENSIERI...

PARMACOTTI 9/7/2008

Sono sinceramente preoccupato. Diverse settimane fa ho scritto agli amici Enrico Maghenzani, Sergio Pellegrini, Michelangelo Mazza e Pietro Scalvini e ancora non ho ricevuto risposta. 
Che avessero incontrato, magari in un vicolo buio, un manipolo di loschi orchestrali armati di stabilita’ e privilegi che, brandita un’edizione del Contratto Nazionale rilegata in cuoio con borchie, gliel’hanno calata sulla testa? 
Oppure avessero suonato accanto a dei compagni di leggio particolarmente nervosi che alla prima nota fuori posto li hanno fatti prontamente allontanare dall’orchestra (magari con editto d’espulsione dal Granducato di Parma e Piacenza)? 
E se invece fossero preda di una grave affezione bronchiale contratta nell’esercizio delle loro funzioni,suonando in una spelonca a -4 gradi?(Si sa, loro sono fatti così: cosa non farebbero pur di dare l’esempio a quegli infingardi dei “garantiti”). 
Insomma, questi ed altri pensieri mi attanagliano a tal punto da farmi perdere il sonno (poco male perche’ al Comunale di Bologna non faccio una beata cippa tutti i giorni!!,Vero,Maghenzani?). 
Chiunque avesse loro notizie me le inoltri, per favore. Non sopporto l’idea di un mondo privato della loro saggezza in materia musicale e lavorativa. 
Attendo, attendo….. Firmato Enrico Celestino



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FISICI ASCIUTTI

PARMACOTTI 9/7/2008

Diceva Giulio Andreotti: "A pensare male si fa peccato,pero' ci si azzecca!".
Pensavo a questo leggendo l'articolo "L'orchestra co.co.pro." a firma Jenner Meletti apparso su DWeb di Repubblica.http://dweb.repubblica.it/dweb/2007/12/15/attualita/attualita/116con578116.html
Una delle doti del musicista e' quella di saper leggere oltre le note(il testo) per capire quello che c'e' dietro,sotto,tra le pieghe dello scritto.Quindi,tra musicisti,non me ne vorrete, Sergio Pellegrini,Michelangelo Mazza,Pietro Scalvini,nonche' l'amministratore Enrico Maghenzani,se provero' ad esercitare questa analisi sulle dichiarazioni da voi rilasciate a Meletti.
Premetto che sono favorevole a esperienze autogestite ma quello che davvero non capisco e' perche' gettare fango gratuitamente su tanti onesti lavoratori che, proprio nonostanti i problemi gestionali della musica in Italia,fanno funzionare i teatri.
 La storia che mi viene in mente e' quella della volpe e l'uva.Credo infatti,a occhio e croce che molti elementi della vostra orchestra(voi compresi) abbiano cercato eccome di entrare nelle tanto vituperate Orchestre Stabili.

Sostiene Pellegrini:"I Berliner Philharmoniker,per esempio,sono una cooperativa."
"L’Orchestra Filarmonica di Berlino si è infatti recentemente trasformata in una fondazione, che si amministra da sola, dove nessun esterno ha più voce in capitolo ma tutti devono contribuire, pur avendo ancora diritto a detrazioni fiscali: una repubblica orchestrale autonoma sulle spalle del paese e della regione."(Klaus Geitel su Amadeus di Gennaio 2003).Insomma secondo i "Pellegrini Boys" saremmo di fronte al solito caso di spreco di denaro pubblico!
Sostiene Pellegrini:"Qui non c'e' bisogno di regolamenti:si entra solo per meriti artistici."
Ecco,tenendo buono l'ambizioso termine di paragone,mi risulta che per entrare nella Filarmonica di Berlino (come alla Scala e al Comunale di Bologna,pensate!) si debbano sostenere regolari concorsi davanti a commissioni che mettono nero su bianco l'idoneita' o meno a far parte dell'orchestra.Puo' essere anche discutibile questo sistema ma dall'articolo non si capisce molto bene quale sia l'alternativa offerta dal Pellegrini...o forse si capisce anche troppo!
Ho gia' scritto di episodici concorsi "chiacchierati" anche nel "mio" teatro ma,che volete, personalmente mi sento piu' tranquillo così piuttosto che con un sistema tipo: "questo elemento lo conosco,e' bravo,puo' suonare!" che puo' diventare "questo elemento mi e' antipatico,non puo' suonare!" Forse e' questo che intende lo Scalvini quando dice:"O ti chiudi in casa per prepararti a un concorso per un posto fisso in un'orchestra stabile(e' proprio un chiodo fisso quello della stabilita',sembra che parli l'Asciutti in persona!),sperando di arrivare primo fra 150 concorrenti(come fosse un demerito superare unaselezione),o ti dai da fare."?Ecco, questo "darsi da fare",detto così, mi dà i brividi.Cosa avra' voluto dire?
Sostiene Scalvini:"Nella nostra orchestra puoi entrare anche a vent'anni:basta essere bravo."
 Sostiene Mazza"E qui chi e' bravo va avanti.Non come nelle orchestre stabili,dove il merito conta poco e prevale l'anzianita'"
Vedano Scalvini e Mazza,il sottoscritto,come peraltro molti suoi colleghi,a vent'anni ha vinto il suo primo concorso (per Prima Viola  nel caso mio)ed ha sempre avuto colleghi piu' anziani dietro di se.L'idea, lo ammetto, rivoluzionaria,e' stata quella di presentarci ai concorsi.E vincerli.
Sostiene Maghenzani:"Nell'orchestra che applica il vecchio contratto nazionale(se e' vecchio basta rinnovarlo,che ne dici,Maghenzani?o e' troppo fastidio per i sovrintendenti?),si lavora quindici giorni al mese." Se e quando lavoro quindici giorni al mese, e' perche' qualcuno programma il lavoro in questo modo(cosa per cui io e i miei colleghi stiamo protestando da tempo).

Mi perdoneranno lor signori se mi fermo qui con l'analisi, che potrebbe continuare, a proposito delle altre facezie incontrollate che inanellate nelle vostre dichiarazioni,a proposito di normativa,di conti e di mansioni,ma non vorrei stancarvi oltremodo,impegnati come siete a "darvi da fare". A vostra disposizione per qualsiasi chiarimento e confronto,rispettosamente vostro,Prof. Enrico Celestino. 




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