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R.I.S. "Violisti imperfetti"

SOLO VIOLA 8/7/2008

Sono passati ormai piu' di venticinque anni(piu' della meta' della mia vita) dal giorno in cui ho cominciato a suonare in orchestra,compreso il periodo del conservatorio,s'intende,e comunque sono piu' di vent'anni che suono da Prima Viola in orchestre stabili("Pomeriggi Musicali"di Milano, O.R.T. di Firenze,Teatro Comunale di Bologna),sempre peraltro come vincitore di concorso. Quindi,alla luce di cio', credo di poter sensatamente dire la mia su come suonare in orchestra.
Costantemente in questi anni, mi sono interrogato su come "interpretare" il mio ruolo, vuoi per la mia propensione a coltivare il dubbio,vuoi per i naturali mutamenti(progressi) nella mia sensibilita' e approccio al lavoro,vuoi anche perche' le condizioni esterne sono variate nel tempo.Il sottotitolo del mio sito,"non si finisce mai di imparare" (mutuato tra l'altro da Schumann) sintetizza abbastanza la mia visione delle cose.
Una delle cose che il mio maestro mi ripeteva piu' spesso era:-noi dobbiamo studiare,prepararci,costruirci,in maniera tale da avere uno "standard " di esecuzione sotto il quale,comunque,non andare-.  Questa resa costante si ottiene tenendo sempre in luce pochi ma determinanti "princìpi"(le classiche buone abitudini) che sono: Senso ritmico,Intonazione,Qualita' del suono.(R.I.S. Ritmo-Intonazione-Suono).
Ovviamente nello specifico dell'orchestra credo che si debbano aggiungere alcune doti altrettanto importanti. Partiamo dalla Lucidita',(che forse le sintetizza tutte)quella che ti permette di suonare la tua parte e contemporaneamente tenere sotto controllo sia quello che ti accade intorno che te stesso(io uso l'immagine di tenere la testa fuori dall'acqua ovvero il modo di giocare,sempre a testa alta, di Rivera o Pirlo..);la Elasticita',che ti permette di adattare il tuo suonare a quello altrui;la Sensibilita',che ti permette di accompagnare coerentemente un "assolo" per poi,magari,imitarlo.
Non a caso, noterete, questo elenco aderisce benissimo anche ad un camerista,infatti e' proprio questa la mia idea dell'orchestra : musica da camera allargata,partecipazione diretta di ogni elemento,l'interesse comune al fine dell'esecuzione.
Tornando al mio ruolo,quindi a chi deve "guidare" un gruppo all'interno di un organismo ampio e vario come l'orchestra,penso che il valore irrinunciabile sia l'esempio. Piu' che l'atteggiamento professorale,l'attitudine al comando,la autoritarieta'(in contrapposizione all'autorevolezza) , la subdola "piacioneria",il divismo, penso che quello che ti fa ottenere la fiducia,il co-interesse al risultato,il rispetto dei colleghi sia l'esempio che sai dare,la sicurezza che sai trasmettere,la coerenza nelle scelte,la considerazione del lavoro del gruppo.
Insomma, e' quindi facile intuire,anche ai non addetti,che questo lavoro e' tutt'altro che comodo,approssimativo e "improvvisato" ma ,anzi,necessita di dedizione,concentrazione e autodisciplina oltre al cosiddetto talento perche',sebbene senza studio non si va lontano,senza talento(doti innate) non si parte nemmeno.D'altro canto,per togliere la serieta' in eccesso, sono conscio di svolgere un'attivita' molto creativa e piacevole; sono insomma uno di quei fortunati che lavorano divertendosi.... 



permalink | inviato da donquixote65 il 8/7/2008 alle 23:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa