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Maledetto il giorno che ti ho incontrato

CAPORALI 16/10/2008

Colgo fior da fiore dall’intervista recentemente rilasciata al quotidiano “ La stampa “ dal Ministro Sandro Bondi, così, tanto per mettere i puntini sulle “i”:


“ ...cambiare le regole delle Fondazioni liriche, perchè siamo giunti ad un punto di saturazione intollerabile...” “...gli attuali contratti integrativi che consentono a questi lavoratori, in alcuni casi, privilegi ingiustificati, senza garantire un’adeguata produttività.” Il pallido ministro Bondi, per non sfigurare al confronto coi suoi pari del calibro di Carfagna, Calderoli, Alfano, Gelmini, parla senza sapere ciò che dice : a sua insaputa, infatti, diversamente dalla panificazione o dalla siderurgia, la produttività dei teatri d’opera non dipende dalla velocità o dalla volontà di lavorare delle maestranze ( le problematiche, magari, sono un tantino più complesse ) ma dalla programmazione di Sovrintendenti e Direttori artistici che, risulta da voci, certamente ignote al Ministro, siano di nomina politica a differenza, per esempio, degli orchestrali, vincitori di pubblici concorsi, molto selettivi. Quali siano poi i privilegi ingiustificati, non si capisce, e comunque, laddove fosse, saremmo al bue che dice cornuto all’asino. Non ho ancora visto, infatti, colleghi a bordo di auto blu per andare in teatro.   “...i contratti delle fondazioni prevedono 16 ore di lavoro a settimana ( Ah, ah, ah, 16 ore alla settimana...molto divertente! Forse le lavora lui, nel buio del suo ufficetto all’interno della Villa di Berlusconi, a scrivere poesie...non commento neanche. Questa e’ una enorme balla, suggeritagli chissà da chi... Sarebbe il caso che lo snello e simpatico Bondi leggesse davvero il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, così, tanto per evitare querele.)

e notevoli riposi compensativi che, di fatto, permettono di avere un secondo lavoro che talvolta diventa quello principale dei professori d’orchestra.” Anche qui il nostro non perde occasione di dimostrare la propria incompetenza: per legge, ormai da anni, gli orchestrali devono, pena pesanti sanzioni tipo il licenziamento, richiedere espressa autorizzazione al Sovrintendente che, ironia della sorte, può essere contemporaneamente: Direttore Artistico, Docente di Conservatorio o Universitario, Compositore, Direttore d’Orchestra ecc. ecc., ovviamente cumulando, anche economicamente...  Faccio altresì notare al notabile che, estrinsecandosi necessariamente in pubblico, il lavoro di un orchestrale difficilmente si può fare di nascosto. Poteva informarsi, prima, 007Bondi. 

“ Per non parlare dell’ingessamento completo dell’organizzazione del lavoro con costi salatissimi o dell’automatico riempimento delle piante organiche.” 

“...un aumento delle risorse solo dopo la soluzione dell’emergenza contrattuale.” Traduzione dal Bondese : Dobbiamo prima liberarci di quei pezzenti degli orchestrali, così potremo ricominciare a utilizzare, come abbiamo sempre fatto, i soldi pubblici in modo clientelare e indiscriminato per gonfiare le casse delle agenzie teatrali, le tasche di Direttori, registi e cantanti nonchè dei managers che noi stessi abbiamo messo lì, insomma, per continuare a fare il cazzo che ci pare!”

                                                                  Enrico Celestino


P.S. Mi sono limitato all’essenziale: le castronerie inanellate dal Ministro erano davvero tante e gravissime ma ora devo andare, sapete, di lavoro faccio l’orchestrale:  mi aspettano in teatro... non e’ facile mettere insieme 16 ore settimanali.


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permalink | inviato da donquixote65 il 16/10/2008 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa