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Professione pericolo

PROVE SCHIACCIANTI 9/5/2009

Sono ormai copiose le interviste rilasciate dal “tuttofacente” Tutino ( 1° maggio su Corriere Bologna, il 3 su Repubblica e Corriere, per limitarsi all’ultima settimana ). Si potrebbe pensare: “Poveretto!, come farà a sopportare una simile pressione, incalzato da quesiti ficcanti e impertinenti?” Niente paura,il nostro ha una fortuna sfacciata (!): gli appositi giornalisti, che sicuramente farebbero la loro figura come maggiordomi di Casa Windsor, tartassano il “simpatico” Marco con domande-mou come:” A proposito di sindaci ( qui uno si aspetterebbe un riferimento alla condanna per comportamento antisindacale, invece...), ma lei Cofferati come l’ha conosciuto?” 

Ecco, sta tutta qui la sostanza di queste cosiddette interviste: riuscire a fare tot domande senza mai nemmeno lambire temi neanche un tantino scomodi.

Invece, gli si porgono assist che neanche Rivera o Mazzola.

“Qual’è un suo difetto in qualità di Sovrintendente?”

Chissà l’imbarazzo di Tutino a rispondere ad una simile bordata!

Chiaro che, il modesto Tutino riesce, restando serio, a dichiarare: “ Sono attentissimo a condurre le cose in maniera formalmente ineccepibile.” Esattamente. Come quando ha dovuto far riscrivere lo statuto della “Scuola dell’Opera”, altrimenti si beccavano una denuncia lui e Cofferati.


Già, forse come sovrintendente. Ma come Direttore Artistico? E come docente di Conservatorio a Milano?

Ah, a proposito: asserisce Tutino: “Io sono in teatro dalle 9 del mattino alle 9 di sera.”   

Con questa (presunta, ci permetta) continua presenza in teatro a Bologna, come fa a insegnare a Milano? 

Permessi artistici? Oppure ha un tantino esagerato a vantarsi? 

Sta di fatto che il 30 aprile scorso quando l’ormai ex Direttore del Personale, Righi e il Segretario Artistico Macciardi erano a mal partito in mezzo all’orchestra che chiedeva conto delle prodezze del Sovra nella trattativa col ROF, Tutino era introvabile.

Più avanti il M° Tutino ha il coraggio di dire:” Se potessi tornare indietro all’inizio del mio mandato, mi porterei la mia squadra. All’estero funziona così.”

Ci faccia capire, Maestro, come dovremmo chiamare, allora, la pletora di “chissàcosafacenti” che si vede aggirarsi in teatro dal suo insediamento, iscritta, tra l’altro, a bilancio nelle spese del personale? 

E a proposito di chiarire ruoli e competenze, potrebbe gentilmente spiegarci, il M°Tutino, come mai, avendo ereditato dal precedente Sovrintendente canali e contatti con i maggiori festival europei, non e’ riuscito a cavare un ragno dal buco ( per non parlare della trattativa con la giapponese Fuji  Television ancora in alto mare) ?

Incompetenza? 

Volontà di affossare e provincializzare il Comunale?

Problemi col far di conto?

O più semplicemente l’innata simpatia che desta in chi la ascolta?

Non lo sappiamo.

Ma queste sono domande. Che volete che ne sappia un intervistatore?