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Segnalazione

UOMINI 18/11/2008

Ecco un articolo che sottoscrivo incondizionatamente complimentandomi con l’autore chiunque egli / ella sia.

                         

                                                  Enrico Celestino




permalink | inviato da donquixote65 il 18/11/2008 alle 23:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Onda verde...

diario 17/11/2008

(ansa.it) CITTA' DEL VATICANO - Contro gli "incidenti stradali" il Papa "implora ognuno", "guidatori, passeggeri e pedoni", con un appello che fa proprie le parole di san Paolo che la liturgia cattolica adopera oggi: "State sobri e allerta". Sulle strade, ha chiesto, ci si conformi a uno spirito di "responsabilità, considerazione e rispetto per gli altri". Benedetto XVI lo ha detto nei saluti in inglese al termine dell'Angelus recitato dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro. "In questa terza domenica di novembre - ha affermato - ricordiamo specialmente quanti sono morti in seguito a un incidente stradale". "Prego per il loro riposo eterno e per la consolazione delle famiglie - ha detto - che soffrono per la loro perdita". "Cari fratelli e sorelle - ha proseguito - imploro ognuno, guidatori, passeggeri e pedoni a prendere attentamente sul serio le parole di san Paolo nella liturgia della Parola di oggi: 'state sobri e allerta''. "Il nostro comportamento sulle strade - ha concluso - deve essere caratterizzato da responsabilità, considerazione e rispetto per gli altri. E possa la vergine Maria condurci con sicurezza lungo strade e autostrade del mondo".

Nei prossimi giorni il “Santo Padre” parteciperà a Le previsioni del tempo ( ...neppia in Fal Patana... ), Tutto il calcio, minuto per minuto ( ...appena zopra trafersa il tiro ti Tel Piero... ) e La prova del cuoco ( ...incretienti per Pollo alla Tiafola...).





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C'è un giornalista a berlino

PROVE SCHIACCIANTI 14/11/2008

Nel post precedente lamentavo la scarsa “attenzione” dei giornalisti alle bufale rifilate da Bondi, Brunetta & Co. 

Proprio ieri ( 12 novembre) Luca Del Fra su L’Unità, con un esauriente articolo, mi ha “smentito”. All’incirca, tra l’altro, con i medesimi argomenti da me usati. 

Complimenti a lui e, ovviamente, a tutti quelli che lo  fanno a mia insaputa.

Per esempio  Luigi Boschi di Parma che da tempo fa “pressing” sull’argomento ( e su molti altri), nell’indifferenza di parecchi suoi sedicenti colleghi.


                                                           Enrico Celestino





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Solo per i tuoi occhi

PROVE SCHIACCIANTI 12/11/2008

Pubblico qui di seguito i contratti vigenti che regolano ( senza peraltro avvisare il Ministro Bondi) l’attività dei teatri d’opera italiani. 

Chi fosse interessato può così farsi un’idea della cialtroneria e falsità di chi nei giorni scorsi ha detto e scritto sugli organi di stampa dell’argomento.

N.B. Questi documenti non sono segreti di stato e potevano essere reperiti facilmente da qualsiasi giornalista per sbugiardare Brunetta & Co.

Bastava farlo.

Enrico Celestino




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Il signore sì che se ne intende...

PROVE SCHIACCIANTI 6/11/2008

Anche questa volta commento un’intervista: da “La stampa” del 4 novembre u.s. 

L’ospite di questa sera è Marco Tutino. Sovrintendente, Direttore Artistico, Compositore, Docente di Conservatorio, si dichiara d’accordo col ministro Bondi che “bacchetta” i dipendenti dei Teatri d’Opera perchè i loro stipendi sono eccessivi e poi fanno il doppio lavoro. 

Accertato l’alto tasso di umorismo involontario, resta da capire il motivo. Escludendo prioritariamente che Tutino sia impazzito e difenda le posizioni del governo così, per autolesionismo,  viene da pensare che, con raro cinismo, lo faccia “pro domo sua”, approfittando del facile “assist” per rilanciare il vecchio progetto, che risale almeno al ’92, quindi in tempi di vacche grasse, rispetto ad ora,s’intende,dell’ex Anels, ora Anfols, di disfarsi delle masse artistiche per ottenere finalmente dei teatri vuoti con orchestre e cori “co.co.pro.”,  in stile Maghenzani & Co. 


Alla domanda: “E’ ammissibile che un orchestrale lavori 16 ore alla settimana?”  Tutino, Sovrintendente simpatico ai meno, risponde “No... Io non voglio assolutamente licenziare... ma concertare con i dipendenti regole nuove per cui si lavori di più e meglio, senza vuoti di programmazione...”

Tutino fa forse finta di ignorare di avere a disposizione dal martedì al sabato per almeno 5 ore pro die più la domenica, solo per  spettacoli, per 11 mesi l’anno, un’orchestra di 92 elementi ( spero di poter dare come scontata la specificità di questo lavoro che non permette le 8 ore giornaliere !). Il tutto assolutamente contrattuale e non soggetto a straordinari.

 Quindi faccia i suoi calcoli e li comunichi a Suo Pallore il “disinformato” Ministro Bondi. Oppure vada all’estero ( in Francia o in Germania) a fare un master di programmazione lirica.

Trova poi divertente, il Maestro, che a dirigere la Scala ci siano un Francese, un Tedesco e un Americano, ma non batte ciglio se un Direttore Artistico ( che dovrebbe essere costantemente in giro per mezzo mondo ad ascoltare artisti da scritturare) e un Sovrintendente ( che dovrebbe passare le sue giornate nel suo ufficio e nell’altrà metà di mondo a reperire stanziamenti e sponsorizzazioni) siano la stessa persona (ad esempio lui). 


“Più del 70% delle spese dei teatri sono per stipendi”...Come un automobilista che investe tutto in manutenzione e non può più comprare la benzina.” 

Anche volendo stare all’inappropriato, incolto e ipocrita paragone, i Tutino e quelli come lui fingono di non sapere che, a differenza di un profilato plastico, un orchestrale, salendo sul palco insieme a direttori e cantanti,è al contempo “maestranza” e “prodotto” della filiera del Teatro. E se ne accorgerebbe se durante i concerti si trastullasse meno col cellulare.

 

“Se anche il Fus fosse il doppio, i teatri non farebbero una sola recita in più.”

Assolutamente no, caro Tutino, se i Teatri italiani avessero le giuste sovvenzioni potrebbero intanto dare stipendi dignitosi, relativamente alla alta professionalità richiesta nelle selezioni e alla specificità della preparazione. Insomma l’idea che non sia giusto “tout court” tagliare le sovvenzioni alla cultura , non lo sfiora neppure.

Piuttosto ci sarebbe da guardare ai cachet incontrollati a Direttori, Cantanti e Registi o alla pletora di consulenti/collaboratori e servizi accessori spuntati come funghi con la scusa di gestire, col passaggio alle Fondazioni, “privatisticamente” i soldi sostanzialmente ancora (e giustamente) pubblici. 

Nel teatro dove lavoro ho visto gettare dalla finestra centinaia di migliaia di Euro ( dei contribuenti anche questi, non solo quelli per gli stipendi degli orchestrali!) per liquidare, prima della fine del contratto, un manager,   per sostituirlo con uno più gradito. Una specie di “spoils system” de noantri.

Ma  tutto questo, Bondi, non lo sa.

                         

                                                 Enrico Celestino




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La pubblicità è l'anima del governo

CAPORALI 3/11/2008

Il disegno è chiaro: come la Mafia per eliminare ( nel suo caso fisicamente) chi le è scomodo, deve prima isolarlo e delegittimarlo, il  governo Berlusconi, per giustificare, grazie alla sua avveduta quanto autorevole politica, tagli indiscriminati, ristrutturazioni societarie fantasiose, se non chiusure pure e semplici, nei più vari campi della vita sociale,  deve gettare fango e dispregio su intere categorie, con argomenti accattivanti che facciano facile presa sul popolino. 

Come già accaduto per i piloti Alitalia, i medici,gli insegnanti, i magistrati,  i dipendenti pubblici,  i ricercatori, adesso è il turno dei dipendenti del settore spettacolo (di cui mi onoro di far parte). 

Si noti innanzitutto che la scure riguarda solo i dipendenti, appunto, chè i managers e i dirigenti, no, quelli non si toccano.

La tecnica è, più o meno, sempre la stessa.

L’apposito ministro  ( a seconda della categoria da annichilire, può essere il Brunetta, il Tremonti,  l’Alfano, nel nostro caso il Bondi) comincia con dichiarazioni a sensazione tipo: “I contratti delle fondazioni (Liriche n.d.r.) prevedono 16 ore di lavoro settimanali”, sicuro del fatto che l’intervistatore di turno (Sandro Cappelletto su “La stampa” del 5 ottobre scorso,nella fattispecie)  non solo non chieda di supportare il “dato” ma si guardi bene, poi, di controllare e contestare, così per completezza d’informazione.

Quindi continua con una serie di dati falsi o parziali, assemblati ad hoc ed estrapolati dal contesto, in modo da far apparire i malcapitati come ignavi strapagati (quando,magari, sono proprio quelli che fanno ancora funzionare la baracca, nonostante la sapiente guida di meravigliosi managers creatori di voragini da capogiro ), approfittando dell’ignoranza dei più delle specificità di quel determinato mestiere, grazie anche all’enorme squilibrio d’accesso ai media di possibili repliche.

Io, ad esempio, della differenza tra ore di volo e ore di lavoro effettive, ho sentito parlare soltanto in “Annozero” di Santoro, da un pilota.

Che il Csm calcoli la produttività di un magistrato sulla base dei processi effettivamente svolti e non sulle ore di lavoro, l’ho letto da Travaglio su “L’unità”.

Ma i titoloni sulle prime pagine dei quotidiani parlano di tornelli, di permessi, di “riposi compensativi” e di secondo lavoro. 

Così, alla fine, il prestante Brunetta può fregarsene di trattare coi lavoratori perchè “gli Italiani sono dalla sua”.

                                                               Enrico Celestino


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