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Galliani vuol dire fiducia

diario 30/1/2009

Galaxy: "Beckham torna negli Usa
è felice con noi, non c'è storia"

Categorico il presidente del club americano, Leiweke: l'inglese il 9 marzo, sarà negli Usa
"Abbiamo un accordo, c'è una stretta di mano. A Milano dimostra quello che vale"


“Stretta di mano” ?? Ma non sanno di avere a che fare con Berlusconi? Eppure negli States non c’è il TG1




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Sito comunale, offresi

CAPORALI 20/1/2009

Cercavo, l’altroieri, alcuni dati per rispondere alla lettera del Presidente dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma, Pellegrini ( a proposito: Sergio, pazienta, sarò subito da te!). 

Vado sul sito del Teatro Comunale di Bologna e, sorpresa sorpresa!!, non c’è traccia della partecipazione al Festival di Aix en Provence, né a quello di Savonlinna, né, tantomeno, dei concerti a Gerusalemme e a Montecitorio.

Ora: ricordo che tra le priorità del simpatico M° Tutino, al suo insediamento, c’era il riformare l’immagine del Comunale attraverso il potenziamento del settore marketing.

Viene da chiedersi cosa ci facciano tutte le forze neo-assunte per far fronte a tale emergenza irrinunciabile: qualcuno che si occupi di aggiornare il sito del teatro, ci sarà pure, no?

Magari sono troppo presi dal lavoro per la Scuola dell’Opera.

O dobbiamo pensare che non sia casuale, da parte della dirigenza, il profilo basso tenuto in questi ultimi due anni a Bologna?





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Farina "007"

CAPORALI 16/1/2009

A integrazione del pezzo precedente:

Ho provato a “occuparmi” della “Lettera a Bondi” di Renato Farina cui il Ministro fa riferimento ma non so proprio da dove cominciare, tanto delirante e pieno di salti mortali e vaneggiamenti da risultare ridicolo è l’eloquio Farinoso. Leggetela pure (non prima di aver assunto difenidramina o anti-cinetosici affini): io getto la spugna. A globale commento posso solo dire: Renato Farina, nome in codice “betulla”. E ho detto tutto.

                                                    Enrico Celestino




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Bondi di magazzino

CAPORALI 14/1/2009

Sarebbe troppo facile ribattere al “Poetastro” (Poeta-Ministro)  Bondi sui presunti capricci sindacali ( riferitigli chissà da chi) di cui parla nella lettera a Libero del 9 Gennaio scorso.

Quindi lo facciamo prontamente.


Il Poeta-Filosofo Bondi parte in quarta e mira alto:

“...temo non si renda giustizia a un problema complesso se confondiamo piani distinti come l’amministrazione del patrimonio culturale e lo Zeitgeist, lo spirito dei tempi.”

“In Europa esiste una tradizione peculiare, legata al municipalismo e al policentrismo della nostra storia nazionale...”

“In tempi di globalizzazione...il contributo di sovrintendenti o direttori artistici stranieri non può che risultare positivo e in perfetto accordo all’universalità della musica e di una tradizione nazionale che sin dal Rinascimento ha sempre avuto una natura cosmopolita.”

A questo punto, dopo tali premesse, uno si aspetterebbe che citi come minimo Adorno o Mila e proponga soluzioni di apertura mentale paragonabili alla fronte inutilmente spaziosa o di respiro ampio quanto il suo giro vita.

Niente paura! Il nostro, sempre grato al suo mentore Silvio, ne vuole emulare gli orizzonti culturali da piazzista   e assesta l’affondo finale: il male assoluto è (udite, udite) l’ipersindacalizzazione delle orchestre.

Badate bene, non i sindacati che vanno a braccetto con i sovrintendenti, fottendo(scusate il francesismo!) i lavoratori e creando condizioni di lavoro dopate, bensì quelli che fanno rispettare il contratto a entrambe le parti. E qui il saggio della Lunigiana  racconta a Farina (nome in codice “Betulla”, radiato dall’Ordine dei Giornalisti e quindi perfettamente degno di continuare a scrivere su Libero) alcuni episodi di “Mala-cultura” dei quali ci divertiremo a scovare gli intoppi semantici che l’intellighenzia Berlusconiana utilizza ormai da anni per ribaltare la realtà dei fatti a suo uso e consumo. 

Cominciamo subito dalla topica su “Capriccio” di R.Strauss che, essendo un Sestetto, difficilmente verrà sostenuto da sette strumentisti ma, tant’è, il Bondì sostiene che “...un ente pubblico in base ai criteri sindacali correnti, e’ obbligato a versare agli orchestrali un indennizzo come solisti.” Qualcuno informi il Ministro che quelli che egli chiama “criteri sindacali correnti”, in italiano si definiscono “Contratto Nazionale” che entrambe le parti (Direzione e Dipendenti), sono tenuti a rispettare. Continua, il nostro, a sproloquiare riguardo a un clarinettista che, assente, avrebbe diritto ad una aspettativa non pagata ( ci mancherebbe! n.d.r.) che verrebbe sostituito da un aggiunto che costerebbe il doppio.

Qui si fa davvero fatica a seguire l’arguto statista. Dirò soltanto che l’aspettativa non spetta ma viene concessa al dipendente e, caso mai, negli ultimi anni le Dirigenze ne hanno fatto un uso anche smodato ( in certi casi senza provvedere alla sostituzione) proprio perchè convenienti economicamente all’Ente stesso.

Dice poi il Bondi, con la faccia che lo contraddistingue, “quando l’Elegia di Henze creata ad Ancona in forma di atto unico è stata ripresa a Napoli, gli strumentisti del San Carlo pretendevano un indennizzo per suonare senza intervallo...”   “Elegia per Giovani Amanti” di Henze e’ un lavoro in tre (3) atti della durata complessiva di 150 min. (2 ore e mezza, per il ministro). Quindi il capriccio era, casomai, del regista, e comunque esistono, anche in questi casi delle regole che Bondi vuole ignorare. 

Insomma, il Ministrello d’Arcore ancora non ha trovato il tempo per studiarsi il CCNL!

Viceversa, cataste di legna per la messa in scena di “ der Goetterdaemmerung” costate 17 milioni di Lire (nel 1992); cachet milionari ( sempre in Lire) per il ruolo di Parpignol in “Bohéme”: unica frase “Ecco i giocattoli di Parpignol”, insomma, fondamentale per la resa dell’opera!;

(laddove non si configurino come peculato o mala gestione), invece, fa brutto chiamarli capricci ché provengono da Sovrintendenti, Direttori Artistici o Registi, in questo caso si definiscono “creatività”!

Lasciatemi stigmatizzare, infine, la profonda ignoranza, ancor più grave perché fondata non sulla mancanza di mezzi ma sulla malafede di chi vuole forzosamente portare acqua al suo mulino, di ciascun rappresentante di questo governicchio.


                                             Enrico Celestino


  




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Notizie

diario 13/1/2009

Ansia Bologna 13.01.2009

Grazie a una fuga di notizie siamo giunti a conoscenza, in assoluta anteprima, dei nuovi slogans elettorali della PdL ( Pletora di Ladri ):


L’Italia: un posto sicuro...dove commettere reati!


Più sicurezza,

Più lavoro,

Più solidarietà....

Mai più





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Fenomeni paranormali

diario 1/1/2009

Pochi giorni fa mi sono imbattuto, su Libero.it, nella polemica innescata da Uto Ughi sul concerto al Senato di Giovanni Allevi.

Non ho potuto che testimoniare l’identità di vedute col 

M° Ughi, specialmente su un punto fondamentale che, mi sembra, non sia stato recepito dai molti che, fermandosi ai giudizi e alle polemiche, al “mi piace/non mi piace", hanno preferito guardare il dito anzichè la luna.

Sicuramente le “operazioni” di Allevi sono più furbe che oneste ma in fondo non gliele si può impedire.

Tanti compositori di jingles pubblicitari dovranno pur mangiare!

Quello che lascia un retrogusto amaro, invece, è che l’impoverimento culturale, non esclusivo, forse, ma soprattutto italiano, dia la possibilità agli spin-doctors discografici e agli pseudo-critici di creare un “fenomeno” privo di baraccone ma corredato di fama, credito ed Euri.

E’, insomma, il collaudato meccanismo del far passare qualcosa per qualcos’altro, il “quid pro quo”, l’illusionismo delle parole, innanzitutto, che, suadente, disorienta e fuorvia la mente e confonde il  furbo col genio; il compositore con l’assemblatore di loops; il latitante con  l’esule; la democrazia con la dittatura.

          

                                                        Enrico Celestino