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FISICI ASCIUTTI

Diceva Giulio Andreotti: "A pensare male si fa peccato,pero' ci si azzecca!".
Pensavo a questo leggendo l'articolo "L'orchestra co.co.pro." a firma Jenner Meletti apparso su DWeb di Repubblica.http://dweb.repubblica.it/dweb/2007/12/15/attualita/attualita/116con578116.html
Una delle doti del musicista e' quella di saper leggere oltre le note(il testo) per capire quello che c'e' dietro,sotto,tra le pieghe dello scritto.Quindi,tra musicisti,non me ne vorrete, Sergio Pellegrini,Michelangelo Mazza,Pietro Scalvini,nonche' l'amministratore Enrico Maghenzani,se provero' ad esercitare questa analisi sulle dichiarazioni da voi rilasciate a Meletti.
Premetto che sono favorevole a esperienze autogestite ma quello che davvero non capisco e' perche' gettare fango gratuitamente su tanti onesti lavoratori che, proprio nonostanti i problemi gestionali della musica in Italia,fanno funzionare i teatri.
 La storia che mi viene in mente e' quella della volpe e l'uva.Credo infatti,a occhio e croce che molti elementi della vostra orchestra(voi compresi) abbiano cercato eccome di entrare nelle tanto vituperate Orchestre Stabili.

Sostiene Pellegrini:"I Berliner Philharmoniker,per esempio,sono una cooperativa."
"L’Orchestra Filarmonica di Berlino si è infatti recentemente trasformata in una fondazione, che si amministra da sola, dove nessun esterno ha più voce in capitolo ma tutti devono contribuire, pur avendo ancora diritto a detrazioni fiscali: una repubblica orchestrale autonoma sulle spalle del paese e della regione."(Klaus Geitel su Amadeus di Gennaio 2003).Insomma secondo i "Pellegrini Boys" saremmo di fronte al solito caso di spreco di denaro pubblico!
Sostiene Pellegrini:"Qui non c'e' bisogno di regolamenti:si entra solo per meriti artistici."
Ecco,tenendo buono l'ambizioso termine di paragone,mi risulta che per entrare nella Filarmonica di Berlino (come alla Scala e al Comunale di Bologna,pensate!) si debbano sostenere regolari concorsi davanti a commissioni che mettono nero su bianco l'idoneita' o meno a far parte dell'orchestra.Puo' essere anche discutibile questo sistema ma dall'articolo non si capisce molto bene quale sia l'alternativa offerta dal Pellegrini...o forse si capisce anche troppo!
Ho gia' scritto di episodici concorsi "chiacchierati" anche nel "mio" teatro ma,che volete, personalmente mi sento piu' tranquillo così piuttosto che con un sistema tipo: "questo elemento lo conosco,e' bravo,puo' suonare!" che puo' diventare "questo elemento mi e' antipatico,non puo' suonare!" Forse e' questo che intende lo Scalvini quando dice:"O ti chiudi in casa per prepararti a un concorso per un posto fisso in un'orchestra stabile(e' proprio un chiodo fisso quello della stabilita',sembra che parli l'Asciutti in persona!),sperando di arrivare primo fra 150 concorrenti(come fosse un demerito superare unaselezione),o ti dai da fare."?Ecco, questo "darsi da fare",detto così, mi dà i brividi.Cosa avra' voluto dire?
Sostiene Scalvini:"Nella nostra orchestra puoi entrare anche a vent'anni:basta essere bravo."
 Sostiene Mazza"E qui chi e' bravo va avanti.Non come nelle orchestre stabili,dove il merito conta poco e prevale l'anzianita'"
Vedano Scalvini e Mazza,il sottoscritto,come peraltro molti suoi colleghi,a vent'anni ha vinto il suo primo concorso (per Prima Viola  nel caso mio)ed ha sempre avuto colleghi piu' anziani dietro di se.L'idea, lo ammetto, rivoluzionaria,e' stata quella di presentarci ai concorsi.E vincerli.
Sostiene Maghenzani:"Nell'orchestra che applica il vecchio contratto nazionale(se e' vecchio basta rinnovarlo,che ne dici,Maghenzani?o e' troppo fastidio per i sovrintendenti?),si lavora quindici giorni al mese." Se e quando lavoro quindici giorni al mese, e' perche' qualcuno programma il lavoro in questo modo(cosa per cui io e i miei colleghi stiamo protestando da tempo).

Mi perdoneranno lor signori se mi fermo qui con l'analisi, che potrebbe continuare, a proposito delle altre facezie incontrollate che inanellate nelle vostre dichiarazioni,a proposito di normativa,di conti e di mansioni,ma non vorrei stancarvi oltremodo,impegnati come siete a "darvi da fare". A vostra disposizione per qualsiasi chiarimento e confronto,rispettosamente vostro,Prof. Enrico Celestino. 

Pubblicato il 9/7/2008 alle 18.51 nella rubrica PARMACOTTI.

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