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Intervista con il vampiro

Ovvero, libera interpretazione del Tutino-pensiero.


Recente dichiarazione di Marco Tutino

“Bisogna intervenire urgentemente poiché il nostro sistema sta attraversando una fase particolarmente delicata ed è ormai vicino al collasso”.

“La cosa più urgente – spiega Tutino - è andare avanti con le trattative coi sindacati per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e con il tavolo tecnico col ministero dei Beni Culturali per la riforma legislativa. Sono due appuntamenti cui non possiamo mancare, perché è indispensabile modificare le nostre regole amministrative, sindacali e legislative, e non possiamo farlo da soli”.

In particolare, per quanto riguarda il nuovo contratto, secondo il presidente dell’Anfols “non dovrà limitarsi a ricalcare con qualche leggero aggiustamento quelli vecchi, altrimenti ci ritroveremo subito a fare i conti coi problemi di sempre. Penso che vada preservato il livello retributivo perché le retribuzioni sono ferme da molto tempo e non è vero che i dipendenti delle Fondazioni siano pagati più dei loro colleghi europei”. Secondo Tutino “bisogna invece intervenire su una serie di norme che producono costi indotti: oggi non sono più sopportabili e soprattutto non sono congrue con l'aumento di produttività che ci viene richiesto dal ministero. È evidente che da una parte il governo non può sottrarsi al dovere di finanziare la lirica e che noi da parte nostra dobbiamo garantire un funzionamento più corretto, perché altrimenti si crea una contraddizione con la richiesta di essere finanziati coi soldi dei contribuenti”.



Traduzione:

Per anni, i miei colleghi Sovrintendenti ed io, ci siamo pasciuti del sistema di finanziamento pubblico, utilizzando allegramente le risorse per strapagare (Miliardi di Lire o Milioni di Euro, fate voi) Cantanti, Direttori,Registi, scenografi ( che riuscivamo a far costare, ai contribuenti sia chiaro, anche cinque volte di più che all’estero); 

alimentando il malaffare delle agenzie che spadroneggiano nella gestione dei Teatri; 

lasciando scadere contratti su contratti del settore dipendente incancrenendo così la zona grigia di lassismo, potendo contare anche su sindacati conniventi ( Quali, ve lo lascio indovinare), col risultato ( molto confortevole per Noi) di disamorare al lavoro decine di musicisti.

Bene, ora che l’unica nostra esigenza, per terminare l’opera, è quella di annichilire la strenua resistenza di quella parte di sindacato che rappresenta davvero la maggior parte dei lavoratori, questi ci infastidiscono con richieste del tipo: “fateci vedere i conti!” o “ dove avete messo i soldi”.

Ma vi pare possibile?

“Trattative coi sindacati”? “Preservare il livello retributivo”? “Funzionamento corretto”?

Ma che? Davvero davvero?

Questo lo dico qui, sul giornale dello spettacolo, così per ridere, tanto lo leggono quattro gatti. Ma su Repubblica, Corriere, Unità, insieme al mio sodale Cofferati, sì, che do addosso a questi scioperati di orchestrali. Ecco.  

Pubblicato il 18/3/2009 alle 13.59 nella rubrica PROVE SCHIACCIANTI.

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